lunedì 4 giugno 2012
venerdì 25 maggio 2012
Premio Strega 2012: i 12 finalisti (3)
Il corridoio di legno
A Berlino per un'indagine, un poliziotto torna al collegio in cui ha passato
l'adolescenza. Qui si è formato il gruppo di amici che, una volta tornati in
Italia, hanno dato origine alla lotta armata. Lui vuole capire come è successo,
da quale male privato è nato il male pubblico. E ricostruisce la vicenda di due
fratelli, del loro sodalizio e della loro competizione, e la storia delle loro
donne tra Berlino, una livida Roma e una piccola isola persa in un lago. Il
tutto in uno scenario dominato dalle milizie di un regime autoritario che si è
istaurato in conseguenza della contestazione e del terrorismo. Un romanzo
radicato nella concretezza dei luoghi ma fantastico quanto alla dimensione
storica. La realtà non è andata così, ma così poteva forse andare a finire.
La sesta stagione
È il 1934. A Civita Turrita, sull'Appennino toscano, si inaugura con solennità il nuovo santuario, e proprio nel momento di massimo fulgore di questo paese inizia la storia della sua decadenza. Nelle vicende profondamente umane dei tre seminaristi Piero, Ottavio e Oreste, e dei loro superiori, amici, avversari, irrompono gli eventi principali del nostro Novecento, dalla Seconda guerra mondiale al Sessantotto, e oltre fino agli Anni di piombo. Don Piero Menardi racconta dei suoi due colleghi, prima amici inseparabili e poi nemici giurati; dell'infatuazione politica del suo vescovo per il Duce; della guerra che spezza i destini e distrugge le famiglie; di partigiani e delatori; della contesa perenne fra democristiani e comunisti nel dopoguerra; di chi si perde nelle lotte studentesche; di preti ribelli che rifiutano l'abito. Nella vita della piccola comunità di Civita Turrita si rispecchiano dunque i mutamenti della Nazione, in una parabola di cinquant'anni dove tutti religiosi e laici - subiscono l'incedere della modernità. E fra i grandi giochi di potere si rivelano le debolezze di una Chiesa che fatica a tenere il passo con un'epoca sempre più veloce. "La sesta stagione" intreccia tanti destini sullo sfondo della Storia d'Italia del XX secolo, stratificando i documenti e i fatti reali alle radici del tempo presente.
La rabbia
Il Padre, Leandro Van Sandt, è un affermato scrittore di settantanni, in preda a un esaurimento nervoso dopo la separazione dalla moglie, politica in carriera ascesa al rango di ministra con portafogli in un governo di fine anni ottanta. Il Figlio, Filippo Van Sandt, è un quarantenne insicuro e autodistruttivo e forse non riuscirà mai a diventare Padre. Vive a Berlino come un fuggitivo dopo aver rinunciato ai concorsi universitari che potrebbero fare di lui uno stimato professore di diritto. A unire i due protagonisti in un comune destino di solitudine e dispersione del proprio talento, le premure interessate di una maggiorata e un feroce pitbull di nome Agave. Con una scrittura densa e orgogliosamente poetica, Marco Mantello mette in i scena una tragedia sari-lirica dell'Identità, sulle ceneri di una Provincia grande quanto la Penisola, dove sfilano carabinieri suicidi, portieri stupratori di colf, accademici col codazzo di allievi, funzionari di case editrici persi nelle loro riunioni del martedì, vecchie zitelle con la mania del tiro a segno, preti prestati alla politica attiva e avvocati divorzisti con un passato da No Global.
La logica del desiderio
Giuseppe Aloe
Il cortile interno di un palazzo di inizio secolo, un posto tranquillo. Un
ragazzo passa interi pomeriggi, sul ballatoio, a correggere un romanzo che non
riuscirà mai a pubblicare, a leggere e a seguire i curiosi movimenti dei gatti.
Poi un giorno, su una bella macchina grigia, in compagnia del marito, arriva
Vespa, "l'inappuntabile ritratto dello splendore", che ha gli occhi più
irrefrenabili che lui abbia mai visto. In poco tempo i due diventano amanti. Non
è il solo, però. E presto la donna si stanca di lui. La passione che aveva
sconvolto quella calma solo apparente diventa allora morbosa e alimenta
inquietudini e nevrosi rivelando di quali elementi sia fatta, in fondo, la
materia del desiderio e dove possa portare, senza averne quasi cognizione, la
sua imprevedibile logica, ammesso che ne esista una.
mercoledì 23 maggio 2012
Premio Strega 2012: i 12 finalisti (2)
Così in terra
Davide Enia
Davidù sale sul ring per la prima volta a
nove anni. Cresciuto senza un padre - il Paladino, pugile fenomenale, morto poco
prima della sua nascita - in una Palermo sporca, violenta e luminosa, sotto la
protezione del gigantesco zio Umbertino e dell'enigmatico nonno Rosario, ci
racconta cinquant'anni di storia, dal '42 al '92, accompagnato da una schiera di
personaggi memorabili: il compagno di giochi Gerruso, il Maestro di boxe Franco,
la madre discreta e premurosa, il tenente D'Arpa, la saggia nonna Provvidenza,
compare Randazzo, Nina dalla "bocca di gelso" e altri ancora. Le loro storie,
comiche e tragiche, scivolano le une nelle pieghe delle altre, componendo il
ritratto di una famiglia, di una città, di un mondo in battaglia, pieno di
grazia e ferocia.
Estefan nasconde un segreto inconfessabile, un macabro ricordo d'infanzia che lo perseguita. Forse si è macchiato di un crimine atroce, oppure è vittima di una memoria bugiarda, che distorce la realtà. Ma nella realtà, qual è la colpa per cui sua madre e suo padre hanno smesso di amarlo? Anche Martino, il suo migliore amico, custodisce un terribile segreto, una verità sconvolgente che nessuno deve conoscere. Il male che condividono li ha resi complici. Il male che condividono li ha uniti in un legame indissolubile. Non si confidano, chiusi in un silenzio che saranno costretti a infrangere solo quando il passato minaccerà di tornare. Finché un giorno la strada di Estefan si incrocia con quella di Greta, una bambina di appena nove anni che ha perso entrambi i genitori. Cresciuta in campagna, circondata da una decadente periferia industriale, vive come prigioniera nella casa del nonno. Il loro incontro, figlio dell'ennesimo episodio violento, sarà il primo passo verso la redenzione. "La colpa" è un romanzo graffante e diretto che parla del dolore dell'infanzia ignorato dal mondo adulto e della possibilità di riscattarsi, nonostante tutto.

La scomparsa di Lauren Armstrong
Eva Loi è la giovane doppiatrice di Lauren Armstrong, una delle più luminose
star del cinema mondiale, a cui sente di essere legata da un vincolo
impalpabile. Ama il suo lavoro, anche se è adombrata da malinconie e spettri di
un passato mai del tutto rimosso. Le piace rinascere in sala di registrazione.
Un giorno però Lauren Armstrong se ne va dalle scene e dal mondo, in un esilio
volontario ma misterioso. Si può sparire del tutto senza lasciare conseguenze?
La vita di Eva inevitabilmente ne viene travolta. È come se anche lei iniziasse
a scomparire insieme all'attrice. Non lo saprebbe dire a parole, o confessare a
qualcuno, ma ogni giorno scende di un gradino verso qualcosa di buio e
indefinibile. In quel buio incrocia sua madre Ella. Una donna fuori dal comune,
molto diversa da Eva, inquieta, enigmatica. Vent'anni prima di Lauren Armstrong,
anche Ella ha tentato di sparire nel nulla. Nel 1989 è andata a Berlino, proprio
nei giorni in cui cadeva il Muro. In quei momenti folli pieni di libertà e
speranza, Ella ha nascosto per qualche tempo la sua profonda insoddisfazione. E
ha lasciato dietro di sé una scia di relazioni che vent'anni dopo Eva proverà a
ricostruire. Intanto di Lauren nessuna traccia. Un romanzo denso, sorretto da
una scrittura che non smarrisce mai il controllo e conduce il lettore verso uno
dei suoi più contraddittori tabù: è possibile fuggire dalla propria vita?
Malacrianza
"Malacrianza" è tutto quello che il mondo
adulto respinge, condanna o sfrutta del mondo dell'infanzia. È come la memoria
tradita della propria infanzia, come una favola nera che tutto avvolge e
riscrive. È il bambino che si mette le dita nel naso, la bambina che
allegramente ruba o quella che tristemente si prostituisce, ragazzini violenti
che in Sud America si difendono dal potere violento che li usa, i bambini che
esercitano l'arte di arrangiarsi in qualche paese dell'Est o nel mondo arabo, è
una leggenda indiana e una nuova vita che verrà. "Malacrianza" mette in fila
vicende 'esemplari' di sopraffazioni e di piccole solidarietà, di soprusi e di
sogni disposti a tutto per potersi avverare. Un viaggio nell'infanzia in varie
parti del mondo con i bambini che vivono nelle fogne, quelli di strada, delle
favelas, il commercio e la prostituzione infantile... Un viaggio circolare, un
racconto senza falsi pudori, senza retorica e ipocrisie, capace di addentrarsi
fin nei recessi profondi dell'offesa più intollerabile, quella verso i più
deboli e indifesi. Un caleidoscopio di storie che, intrecciandosi una
nell'altra, danno vita a un'unica storia dell'infanzia tradita. A un affresco in
cui non mancano mai l'umanità e perfino l'ironia e dove c'è sempre la freschezza
di uno sguardo innocente. Una spericolata, emozionante avventura linguistica in
cui l'autore passando dalla terza alla prima persona, riesce a dar voce
credibile a bambini perennemente costretti a difendere il proprio futuro.
martedì 22 maggio 2012
Premio Strega 2012: i 12 finalisti (1)
Silenzio dell'onda
Gianrico Carofiglio
Da mesi, il lunedì e il giovedì, Roberto Marias attraversa a piedi il centro di
Roma per raggiungere lo studio di uno psichiatra. Si siede davanti a lui, e
spesso rimane in silenzio. Talvolta i ricordi affiorano. E lo riportano al tempo
in cui lui e suo padre affrontavano le onde dell'oceano sulla tavola da surf. Lo
riportano agli anni rischiosi del suo lavoro di agente sotto copertura, quando
ha conosciuto il cinismo, la corruzione, l'orrore. Fuori, ma anche dentro di sé.
Di professione fantasma, ha imparato a ingannare, a tradire, a sparire senza
lasciare traccia. Una vita che lo ha ubriacato e travolto. Le parole del
dottore, le passeggiate ipnotiche in una Roma che lentamente si svela ai suoi
occhi, l'incontro con Emma, come lui danneggiata dall'indicibilità della colpa,
gli permettono di tornare in superficie. E quando Giacomo gli chiede aiuto
contro i suoi incubi di undicenne, Roberto scopre una strada di riscatto e di
rinascita.
Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi
Alessandro Piperno
Inseparabili. Questo sono sempre stati l'uno per l'altro i fratelli Pontecorvo,
Filippo e Samuel. Come i pappagallini che non sanno vivere se non sono insieme.
Come i buffi e pennuti supereroi ritratti nel primo fumetto che Filippo ha
disegnato con la sua matita destinata a diventare famosa. A nulla valgono le
differenze: l'indolenza di Filippo - refrattario a qualsiasi attività non
riguardi donne, cibo e fumetti - opposta alla determinazione di Samuel,
brillante negli studi, impacciato nell'arte amatoria, avviato a un'ambiziosa
carriera nel mondo della finanza. Ma ecco che i loro destini sembrano invertirsi
e qualcosa per la prima volta si incrina. In un breve volgere di mesi, Filippo
diventa molto più che famoso: il suo cartoon di denuncia sull'infanzia violata,
acclamato da pubblico e critica dopo un trionfale passaggio a Cannes, fa di lui
il simbolo, l'icona in cui tutti hanno bisogno di riconoscersi.
Contemporaneamente Samuel vive giorni di crisi, tra un investimento a rischio e
un'impasse sentimentale sempre più catastrofica: alla vigilia delle nozze ha
perso la testa per Ludovica, introversa rampolla della Milano più elegante con
un debole per l'autoerotismo. Nemmeno l'eccezionale, incrollabile Rachel, la
"mame" che veglia su di loro da quando li ha messi al mondo, può fermare la
corsa vertiginosa dei suoi ragazzi lungo il piano inclinato dell'esistenza.
Forse, però, potrà difendere fino all'ultimo il segreto impronunciabile che li
riguarda tutti...
Nel tempo di mezzo
Marcello Fois
Vincenzo Chironi mette piede per la prima volta sull'Isola di Sardegna - "una
zattera in mezzo al Mediterraneo" - nel 1943, l'anno della fame e della malaria.
Con sé ha solo un vecchio documento che certifica la sua data di nascita e il
suo nome, ma per scoprire chi è lui veramente dovrà intraprendere un viaggio
ancora più faticoso di quello affrontato col piroscafo che l'ha condotto fin li.
A Nuoro trova ad attenderlo il nonno, Michele Angelo maestro del ferro, che gli
farà da padre e da complice in parti uguali -, e soprattutto sua zia Marianna,
che vede nell'inaspettato arrivo del nipote l'opportunità per riscattare
un'esistenza puntellata dalla malasorte. Anni dopo, quando ormai a Nuoro la
presenza di Vincenzo Chironi sembra scontata, naturale come il mare e le rocce,
la forza del sangue torna a far sentire il suo richiamo. Perché quando Vincenzo
conosce Cecilia, che ha "gli occhi di un colore che non si può spiegare",
innamorarsi di lei gli sembra l'unica cosa possibile. Anche se è promessa sposa
di Nicola, con cui lui è mezzo parente... Se è vero che "la disobbedienza chiama
il castigo", forse è anche vero che quell'amore è l'ultimo anello di una catena
destinata a non aver fine. Dopo l'epopea di "Stirpe", Marcello Fois - con una
lingua capace di abbracciare l'alto e il basso, e di potenziare lo scorrere del
tempo - dipinge un mondo in cui i paesaggi sono vivi come i personaggi che li
abitano.
Qualcosa di scritto
Emanuele Trevi
Roma, primi anni Novanta. Mentre i sogni del Novecento volgono a una fine
inesorabile e Berlusconi si avvia a prendere il potere, uno scrittore trentenne
cinico e ingenuo, sbadato e profondo assieme trova lavoro in un archivio, il
Fondo Pier Paolo Pasolini. Su quel dedalo di carte racchiuso in un palazzone del
quartiere Prati, regna una bisbetica Laura Betti sul viale del tramonto: ma
l'incontro con la folle eroina di questo libro, sedicente eppure autentica erede
spirituale del poeta friulano, equivale per il giovane a un incontro con
Pasolini stesso, come se l'attrice di "Teorema" fosse plasmata, posseduta dalla
sua presenza viva, dal suo itinerario privato di indefesso sperimentatore
sessuale e dalla sua vicenda pubblica d'arte, eresia e provocazione. "Qualcosa
di scritto" racconta la linea d'ombra di questo contagio e l'inevitabile congedo
da esso - un congedo dall'adolescenza e da un'intera epoca; ma racconta anche
un'altra vicenda, quella di un'iniziazione ai misteri, di un accesso ai più
riposti ed eterni segreti della vita. Una storia nascosta in "Petrolio", il
romanzo incompiuto di Pasolini che vide la luce nel 1992 e che rivive qui in
un'interpretazione radicale e illuminante. Una storia che condurrà il lettore
per due volte in Grecia, alla sacra Eleusi: come guida, prima il libro postumo
di Pier Paolo Pasolini, poi il disincanto della nostra epoca - in cui può
tuttavia brillare ancora il paradossale lampo del mistero.
Premio Strega 2012: i 12 finalisti
Il premio Strega: la storia
Il Premio esiste dal 1947: è nato nel salotto letterario di Maria e Goffredo Bellonci, con il contributo di Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del Liquore Strega. Inizialmente erano i suoi frequentatori, chiamati Amici della Domenica, ad eleggere il vincitore del Premio. Sono stati selezionati i 12 libri che si disputeranno la 66esima edizione del Premio Strega.La prima votazione si terrà il 13 giugno in Casa Bellonci. Conosceremo il vincitore il 5 luglio.
mercoledì 21 dicembre 2011
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